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Conferenza mondiale fede e sport, le testimonianze del CSI Latina

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Lo sport è “un invito a sviluppare i talenti che Dio ci ha dato”, e quando “gli atleti tendono al massimo delle possibilità” trascende “il livello della pura fisicità e ci porta nell’arena dello spirito e addirittura del mistero”. Lo ha detto Papa Francesco, il 5 ottobre in Aula Paolo VI, nel suo discorso ai partecipanti alla cerimonia di inaugurazione della prima conferenza mondiale su fede e sport, promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura sul tema “Sport at the service of humanity” (Vaticano, 5 – 7 ottobre). Lo sport, ha affermato il Pontefice, rende un “prezioso servizio” all’umanità, è “un’attività umana di grande valore” e “proprio in questi ultimi mesi abbiamo visto come i giochi olimpici e parilimpici sono stati al centro dell’attenzione del mondo intero”. Un’altra sua caratteristica “è che non è riservato agli atleti di grandi prestazioni; è anche dilettantistico e amatoriale, non riservato alle competizioni”. Inoltre “insegna a lavorare in squadra, a saper vincere e a saper perdere e per questo è importante che tutti possano partecipare alle attività sportive”.

Raccogliamo qui le testimonianze dei membri del CSI Latina che, a vario titolo, hanno avuto l’onore e la fortuna, di partecipare ed essere protagonisti a questo storico evento.

 

Marianna Chianese, Stella Maris ASD- Oratorio S.Albina Scauri (LT):

Ho avuto il privilegio di essere presente alla presentazione della prima Conferenza Internazionale SPORT AT THE SERVICE OF HUMANITY “Sport e Fede: lo sport al servizio dell’umanità ” fortemente voluta dall’ONU e da papa Francesco.

Sicuramente forte è stata l’emozione di essere così vicina al Papa, al Segretario Generale dell’ONU, BanKi-Moon, al presidente del CIO, Thomas Bach, al presidente del CONI,Malagó, a personalità di spicco quali il principe Alberto di Monaco, Montezemolo, I rappresentanti delle grandi Religioni del mondo, agli atleti medagliati di Rio 2016 e delle Paraolimpiadi.
Ma emozioni forti sono scaturite dalle Testimonianze degli atleti medagliati, dei Campioni dalle diverse abilità e dal rappresentante della squadra olimpica dei Rifugiati: ogni vittoria è frutto di sacrificio, di passione, di allenamento, di Amore, di tempo, di rinunce e di VALORI.
Non sempre tutto il sacrificio accorso è ripagato con una vittoria ma come nella vita , ci si deve allenare anche a perdere, per poi ricominciare più forti di prima.
Questo è anche il mio credo perché sei uno sportivo dentro e fuori la pista. Parlo da atleta che ha assaporato il fiele di un “ritiro ” ad una nazionale per la paura di vincere ma che da quel giorno, non ha mai smesso di arrendersi.

Cadere, rialzarsi e sorridere e non aver paura di tendere una mano o di chiedere aiuto perché anche un difetto, una menomazione può tramutarsi in qualità!

“LA DISABILITÀ E LA DIVERSITÀ SONO NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA!

 

Mario  Fazio – Amatori Calcio Aprilia:

E’ un piacere manifestare con queste poche righe l’immensa emozione provata durante la presenza in questa prima conferenza Sport/fede.

I principi su cui si basa questa conferenza è la conferma di tutte le esperienze di chi ha fatto sport Amatoriale per 40 anni e adesso cerca di trasmetterle alle nuove generazioni di ragazzi ,i quali non vedono spesso di buon grado ,il sacrificio per raggiungere risultati.

La fede rappresenta l’energia per spingere il motore che permette di portare avanti giorno per giorno l’attività fisica , per poi trasformarla in una regola di vita anche nelle attività sociali.La lealtà ,il rispetto,la sana competizione ,la gioia ,sono valori che non sono legati al livello economico di chi li porta avanti e quindi è la conferma che Tutti hanno le stesse possibilità senza discriminazioni .Il mondo ha bisogno di questa energia per combattere le negatività che imperversano .Persone come voi sono i Sacerdoti che devono divulgare questi messaggi ad ogni livello iniziando dalle strade più depresse fino ad arrivare ai Potenti del mondo…


Flavio Torosani – Formazione CSI Latina:

 

Attraverso un pomeriggio meraviglioso ho potuto prendere coscienza di come un progetto così importante e coinvolgente stia prendendo forma grazie alle più alte e illustri personalità sportive e religiose, che con dedizione e volontà hanno voglia di dare una nuova prospettiva di unione attraverso i valori di fratellanza e uguaglianza nello sport e nella fede.

Lo sport, come ha voluto sottolineare il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach, è sicuramente una guida importante per la nostra vita. Ma esso, da solo, non può dare le risposte sulla nostra esistenza e sul suo stesso senso se non affiancato dalla fede. Sport e Fede, come ha rimarcato anche il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, sono due speciali attività umane che coinvolgono e danno un forte senso alla nostra vita proprio perchè attraverso di esse tutti gli uomini possono rendere sempre più impercettibili le diversità e le differenze.  Tutto questo però, come ci ha voluto evidenziare il nostro Santo Padre Francesco, non è riservato soltanto ad atleti di grandi prestazioni, allo sport professionistico, ma è forte e sentito anche nell’ambito dilettantistico che insegna come si vince ma soprattutto come si perde. Lanciando una sfida a tutti i rappresentanti sportivi, una sfida a mantenere la genuinità e la partecipazione gioiosa nello sport, il nostro Papa ci ricorda quanto sia importante giocare bene al di là del risultato, giocare nella fratellanza e lo fa attraverso una “bella parola” di vero sport: amateur.

Da volontario, e dunque da “amateur” del Centro Sportivo Italiano è stato per me un onore e una grande emozione partecipare alla cerimonia d’apertura di questa prima conferenza mondiale tra sport e fede.

 

Mauro Galluzzo – Arbitro CSI Latina

Come membro del gruppo arbitri del CSI Latina ho avuto il privilegio di essere invitato a rappresentare la categoria a questa storica conferenza. Il tema ricorrente di tutti gli interventi è stato la correlazione tra sport, sacrificio, lealtà e religione. Papa Francesco è intervenuto e ha ribadito che lo sport non è solo quello dei campioni ma va visto in modo globale: c’è chi fa sport per salute, chi per stare insieme, hi per divertirsi.  Per il Pontefice è importante “includere” i bambini ed ha esortato atleti e aziende del settore a proteggere lo sport dallo sfruttamento commerciale. “Sport Amateur” è per lui un principio fondamentale.

Noi persone impegnate a vario titolo nel sociale, specialmente quelle del C. S. I. a contatto con i ragazzi, quindi educatori, ci riteniamo in linea con quanto uscito da questa conferenza?

Con l’occasione intendo ringraziare il nostro presidente provinciale in primis per la possibilità accordatami di assistere e rappresentare la categoria degli arbitri del CSI Latina.

Umberto Giansanti – ASD Santa Palomba

 

Premetto che quando me lo aveva detto ero rimasto un po’ scettico, ma comunque avevo dato disponibilità a partecipare con mia moglie, anche lei molto attiva nella vita pastorale e spirituale della nostra parrocchia…

 

Nei giorni precedenti avevo anche dimenticato dell’evento e lo avevo messo nella memoria delle cose “dimenticabili” almeno fino a lunedì 3 ottobre quando Davide mi ha chiamato per “ricordarmi” e per informavi che avrei potuto portare anche tre ragazzini della scuola calcio: da quel momento qualcosa è cambiato in me… e l’evento si è trasformato in una priorità assoluta… neanche io capivo perché ma sapevo che ci dovevo andare e dovevo far vivere a questi ragazzini questa giornata.

 

Sono riuscito a recuperare i tre ragazzini, tra cui mio figlio Marco e mercoledì alle 12:45 eravamo tutti al treno…

 

Quando siamo arrivati nella vastità della sala Paolo VI siamo rimasti spaesati e confusi… tanti posti, tanta gente… poi è iniziata la cerimonia ed è stato un crescendo di emozioni: dalle dimostrazioni degli atleti al racconto di tante esperienze personali dei tanti campioni di sport e di vita presenti…

 

L’arrivo di papa Francesco ha fatto esplodere il cuore di tutti: l’emozione unica di trovarsi di fronte la semplicità e l’amore del santo padre è in grado di trasformare anche l’atteggiamento dei ragazzi che fino a quel momento “scalpitavano” per la fame, la voglia di giocare e di non stare un attimo fermi.

 

L’aver accompagnato i ragazzini insieme ai tanti campioni dello sport, facendo passerella al centro della sala e fino a raggiungere il palco, dove ci siamo accomodati tutti insieme, senza distinzione di colore, sport, squadra o ceto, ha creato dei momenti di comunione unica che mi hanno fatto scendere lacrime di gioia dagli occhi… ed ho visto i miei ragazzini non solo emozionati ma tranquilli e sereni… come se pian piano anche loro nel loro piccolo essere siano stati catturati da quell’aria pulita, vera, santa.

 

Quando papa Francesco ci ha rinnovato di continuare a credere in quello che facciamo, che lo sport non fa distinzioni e che è uguale per tutti, che è speranza anche per i popoli più distanti e che deve essere puro e non macchiato da interessi o speculazioni, specie nell’insegnarlo ai ragazzini, ho sentito di nuovo la “chiamata”  nel continuare in questa missione di “educatore”…

 

Al rientro, appena scesi dal treno i ragazzini hanno voluto chiamare Davide e ringraziarlo in diretta: perché man mano che passava il tempo stavano capendo il significato della giornata e lo stavano facendo “loro”… sono sicuro che resterà per molto tempo dentro di loro!

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